La Lega prende a pesci in faccia il Preside in Senato

Poco dopo l'inizio della seduta di questa mattina in Senato, durante la quale il presidente del Consiglio Mario Monti doveva riferire circa il vertice Ue dell'8 e 9 dicembre scorsi, il presidente di Palazzo Madama Renato Schifani ha dovuto sospendere i lavori. A contestare la relazione del premier i senatori della Lega, che hanno ripetutamente interrotto il discorso e hanno esposto cartelli contro la manovra: “Giù le mani dalle pensioni”, e poi “La manovra è una rapina”, e “basta tasse”. Leggi Ecco i risultati delle mediazioni politiche volute dal tecnogoverno
22 AGO 20
Immagine di La Lega prende a pesci in faccia il Preside in Senato
Poco dopo l'inizio della seduta di questa mattina in Senato, durante la quale il presidente del Consiglio Mario Monti doveva riferire circa il vertice Ue dell'8 e 9 dicembre scorsi, il presidente di Palazzo Madama Renato Schifani ha dovuto sospendere i lavori. A contestare la relazione del premier i senatori della Lega, che hanno ripetutamente interrotto il discorso e hanno esposto cartelli contro la manovra: “Giù le mani dalle pensioni”, e poi “La manovra è una rapina”, e “basta tasse”. Poi la senatrice leghista Angela Maraventano ha cominciato a gridare: “Parlaci piuttosto delle pensioni!”. Il presidente del Senato Schifani si è rivolto al leghista Federico Bricolo: “Proprio lei che è capogruppo. Mi stupisco che lei faccia così. Senatore Bricolo non si faccia richiamare”. Schifani ha poi aggiunto, subito prima della sospensione: “E’ una sceneggiata mortificante per il Parlamento. Un pessimo segnale che diamo al paese”. Il senatore del Carroccio Enrico Montani ha gridato rivolto a Schifani: “Sei un pagliaccio!”.

Tornata la calma al Senato e ripreso il suo discorso, Monti ha detto: “Mi richiamo al monito ‘meno tasse’ dicendo che in sede europea si è sottolineato che un modo per avere meno tasse su imprese e famiglie è anche quello di non considerare al di là di ogni ipotesi la tassazione sulle grandi operazioni finanziarie”. Poco prima il premier tecnico aveva detto: “Oggi prendo la parola a poco più di una settimana dai provvedimenti urgenti di politica economica adottati dal governo il 4 dicembre. Questa scansione temporale mostra quanto sia stretta in questa fase la dimensione nazionale e europea”. Per Monti il risultato del Consiglio europeo dell'8 e 9 dicembre "non è stato per ora all'altezza delle nostre aspettative ma è stato abbastanza significativo".
Poi sugli Eurobond: “Nelle conclusioni del Consiglio europeo non troverete la parola Eurobond, neppure nella versione ‘stability bond’ proposta da commissione Ue, ma tuttavia segnalo due finestre aperte verso questo tema che sarà nostra cura coltivare già nel breve periodo. Una è la previsione di un meccanismo, la reciproca informazione ex ante sui programmi delle emissioni dei vari paesi, che è presupposto di una emissione in comune dei titoli del debito pubblico. L'altra è che le conclusioni del Consiglio Ue prevedono la presentazione entro marzo da parte di Van Rompuy, Barroso e Juncker di un rapporto sui modi in cui approfondire l'unione fiscale. Si è deciso di non far figurare il riferimento agli Eurobond ma nel rapporto di marzo sarà discusso e presentato il tema”.